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Tumori: l'oncologia di precisione raddoppia la sopravvivenza

Tumori: l’oncologia di precisione raddoppia la sopravvivenza

L’oncologia di precisione, che prevede che specifiche alterazioni di una sequenza genica diventino l’obiettivo di un trattamento individualizzato dando luogo a vere e proprie terapie ‘a misura di paziente’, è in grado di migliorare le percentuali di sopravvivenza nella fase metastatica della malattia, fino a raddoppiarle. Notevoli anche i risparmi, grazie all’utilizzo delle terapie mirate solo nei pazienti che ne possono beneficiare, evitando inutili tossicità e i ricoveri in ospedale. Lo dimostra uno studio dell’Università di Stanford pubblicato sulla rivista Oncotarget. La sopravvivenza mediana dei pazienti trattati con l’oncologia di precisione è stata di 51,7 settimane rispetto a 25,8 settimane dei pazienti che hanno seguito la chemioterapia standard. Netta anche la differenza nei costi.

Ogni settimana di trattamento con l’oncologia di precisione ha comportato un esborso di 2.720 dollari, rispetto a 3.453 con le cure tradizionali. L’approccio che sta rivoluzionando il trattamento del cancro è al centro del Congresso dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom)in corso a Roma.

A fronte di questo approccio nuovo, “devono però essere istituiti quanto prima i Molecular Tumor Board, cioè team multidisciplinari che possano garantire l’integrazione tra le diverse figure professionali coinvolte (oncologo, biologo molecolare, genetista, anatomo-patologo e farmacologo) che, grazie alla loro esperienza, permettano una corretta interpretazione dei dati genetici e molecolari e la scelta della strategia terapeutica adeguata”, spiega la presidente Aiom Stefania Gori. Oggi, il carcinoma del polmone non a piccole cellule (con mutazioni EGFR o con traslocazione di ALK o di ROS1), i tumori della mammella o dello stomaco con amplificazione di HER2, il melanoma cutaneo con mutazioni di BRAF, il carcinoma del colon-retto privo di mutazioni di KRAS o di NRAS o di BRAF rappresentano alcuni esempi di sottogruppi molecolari di tumori per i quali sono già disponibili specifici trattamenti in grado di modificare in modo significativo il decorso della malattia in fase avanzata o metastatica. (ANSA).
   

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