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Università, inaugurato l'843esimo anno Accademico. Il discorso del Magnifico Rettore

Università, inaugurato l’843esimo anno Accademico. Il discorso del Magnifico Rettore

Relazione del Magnifico Rettore Prof. Ing. A. O. Andrisan (Reggio Emilia, 11 febbraio 2019, h 10.3 Aula Magna “Pietro Manodori” di Palazzo Dossetti )

SALUTI

Cari Studenti, Autorità
civili e religiose, graditi ospiti, illustri colleghi, cari amici, a
tutti voi che ci avete raggiunto oggi qui nell’Aula Magna di
Palazzo Dossetti, rivolgo un caloroso e cordiale saluto di benvenuto
a questa nostra cerimonia di inaugurazione dell’843°Anno
Accademico dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia.

Ringrazio inoltre tutti i
presenti che hanno inteso unirsi a noi per rendere omaggio alla
nostra Università e condividere il piacere di ospitare il prof.
Patrizio Bianchi, Assessore all’Università della nostra Regione
che ringrazio per la cortese disponibilità a partecipare. Un
affettuoso e particolare saluto va anche ai colleghi rettori e ai
rappresentanti degli altri atenei che hanno voluto onorarci con la
loro partecipazione e anche ai miei predecessori, rettori emeriti di
questo ateneo.

Ringrazio di cuore, per
l’opera prestata, tutti i docenti e il personale
tecnico-amministrativo che
hanno lasciato il servizio attivo
alla fine del precedente A.A. 2017/2018 e coloro che lo lasceranno
nel 2018/19: li saluteremo ufficialmente nella cerimonia annuale di
consegna degli attestati di benemerenza e dei premi ai giovani
studiosi, occasione in cui – è oramai prassi consolidata –
conferiremo anche il titolo di professore emerito.

STUDENTI

2.1
Immatricolazioni

Stiamo assistendo, in questi
ultimi anni, a un trend delle immatricolazioni al nostro ateneo, in
continua crescita. Gli immatricolati al 31 dicembre 2018, sono più
di 8500 (8.565) in crescita del 2,5% rispetto all’anno precedente.

È il sesto anno consecutivo
che il trend delle nostre immatricolazioni risulta positivo. Si è
passati, infatti, da 6.440 immatricolati dell’anno accademico
2013/2014 agli attuali 8.565, con una crescita complessiva del 33%.

Questa progressione ha
determinato un altrettanto notevole aumento di tutti gli iscritti,
che sono passati dai circa 20.000 di cinque anni fa ai circa 25.000
di oggi, con un incremento del 25%, sempre in cinque anni. Rispetto
all’anno precedente la crescita è stata dell’8%.

2.2
Contribuzione

Da un paio d’anni abbiamo
introdotto alcune facilitazioni sulla tassazione, nell’ambito di un
accordo regionale condiviso dai 4 atenei e solo da qualche altro in
Italia: la fascia di reddito ISEE per la quale è possibile
ottenere l’esonero totale è stata infatti elevata a 23mila euro e
quella per cui si potrà avere diritto ad una riduzione dei
contributi universitari a 45mila euro E’ rimasta anche attiva
l’iniziativa “Top Student”, grazie alla quale esoneriamo dal
pagamento delle tasse gli studenti maturi con 100/100

2.3
Disabilità.

Voglio anche ricordare la particolare disponibilità del nostro ateneo a ospitare studenti disabili: oggi sono quasi 650 gli studenti regolarmente iscritti a Unimore e rappresentano il 2,6% del totale; a costoro vengono erogati benefici economici e misure compensative al fine di garantire loro il diritto allo studio e pari opportunità di formazione.

DIDATTICA

3.1 L’offerta formativa
è oggi articolata su 82 corsi di studio, alcuni dei quali
interateneo e con sede amministrativa presso altre sedi e più del
10% in lingua inglese.

Presento
quindi solo le novità dell’offerta formativa di questo a.a 18/19 e
a seguire le proposte, già presentate al MIUR, per il prossimo a.a.
19/20

3.2.
Le due
novità di rilievo dell’anno in corso:
sono stati molto confortanti i risultati fuori regione,
dell’iniziativa su Mantova, nell’area cosiddetta medio-padana,
cioè l’attivazione di
un
corso di laurea triennale in
Ingegneria Informatica,oggetto
di una convenzione siglata con la Fondazione Universitaria di
Mantova; è frequentato da quasi un centinaio di iscritti. Il nuovo
corso, come noto, è particolarmente innovativo, con uno sguardo alle
tematiche dell’Industria 4.0 e alle nuove tecnologie
automobilistiche delle “smart area”, luoghi in cui i veicoli, le
persone e i prodotti industriali saranno dotati di dispositivi
intelligenti in grado di comunicare con piattaforme informatiche
evolute.

I
concorsi sono stati banditi (1 al FIM, 2 al DIEF), i ricercatori
hanno già preso servizio e aiuteranno a stabilire i laboratori
Industria 4.0 presso la sede Mantovana. La FUM ha messo a
disposizione spazi adeguati per ospitare laboratori didattici e di
ricerca, e uffici per il personale UNIMORE.

Mantova
è città importante, con la quale riteniamo sia possibile attivare
iniziative complementari. E proprio per questo, stiamo già valutando
altri progetti di collaborazione. Si trova su una direttrice, quella
del Brennero che ci apprestiamo a frequentare: infatti abbiamo
stipulato proprio pochi giorni addietro anche una convenzione con il
Centro FCA per la vettura autonoma, che è attivo presso la
Fondazione Bruno Kessler, e con la provincia autonoma e
l’Università di Trento, con la quale abbiamo inaugurato un Master
sull’ingegneria del veicolo, nel settore delle tecnologie per la
guida autonoma
Autonomous Driving and Enabling Technologies

La
seconda importante novità riguarda, nell’ambito delle lauree
professionalizzanti recentemente approvate dal MIUR, il corso
triennale con sede qui a RE, in “Ingegneria
per l’Industria Intelligente”,
che preparerà laureati orientati alle applicazioni nel campo della
meccatronica e dei sistemi industriali intelligenti, prima laurea
professionalizzante del nostro ateneo.

3.3.
Scuola di Ingegneria di Unimore

Vorrei
porre l’accento sul fatto che queste due iniziative sono state
possibili grazie alla collaborazione tra tutti dipartimenti
tecnico-scientifici interessati che hanno saputo organizzarsi
nell’anno appena concluso in una nuova struttura, la
Scuola di Ingegneria di Unimore,
creata nel luglio 2018 con l’obiettivo di coordinare e
razionalizzare al meglio le attività didattiche dei Dipartimenti
DIEF – Dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari”, DISMI –
Dipartimento di Scienze e Metodi dell’Ingegneria e FIM –
Dipartimento di Scienze Fisiche, Informatiche e Matematiche. Nello
specifico la Scuola vuole favorire lo sviluppo dell’Ingegneria e
delle Scienze di base fornendo percorsi formativi
completi sotto ogni punto di vista
in entrambe le aree. Sottolineo come Unimore sia uno dei primi Atenei
generalisti in Italia a dar vita alla Scuola di Ingegneria.

Parliamo
di oltre 200 docenti impegnati a tempo pieno nella formazione di più
di 6500 studenti, provenienti da tutta Italia e, sempre di più,
anche da paesi lontani nel mondo.

La
Scuola coordinerà 13 Corsi di Laurea di cui tre professionalizzanti,
15 corsi di Laurea Magistrale di cui 5 erogati in lingua inglese e 6
Corsi di Dottorato, con lo scopo di migliorare e innovare l’offerta
formativa nel campo dell’ingegneria e delle scienze matematiche,
informatiche e fisiche.

Tramite
la Scuola sarà possibile uniformare e migliorare i servizi agli
studenti, pianificare in modo più efficiente la didattica,
migliorarne la qualità, gestendo in modo ottimale le risorse
presenti nei tre Dipartimenti che la costituiscono. Nuove aule
didattiche sono state progettate e saranno a breve costruite per
accogliere studenti sempre più numerosi presso i Campus scientifici
di Modena e Reggio Emilia, garantendo un livello qualitativo sempre
più alto. Laboratori didattici e di ricerca messi in rete per
garantire la migliore formazione tecnica e scientifica, predisposti
per ospitare iniziative straordinarie come Formula Student e Moto
Student, progetti formativi pensati per alimentare la passione per le
scienze applicate e l’ingegneria, per mettere studenti a confronto
con l’eccellenza internazionale, così da permettere al talento di
esprimersi e fare in modo che i giovani possano essere protagonisti
del loro futuro professionale. Una vasta e consolidata rete di
relazioni con le più importanti imprese del territorio,
straordinarie eccellenze nei settori dedicati all’automobile,
all’automazione industriale, alla meccanica e all’elettronica, ai
materiali innovativi e al biomedicale, alle tecnologie digitali che
stanno cambiando il mondo. Sono coinvolte imprese pronte a ospitare
per intensi periodi di tirocinio e per crescere insieme.

La
Scuola di Ingegneria sarà un forte interlocutore per le realtà
produttive del territorio e potrà offrire prodotti formativi che
garantiranno piena occupazione fornendo al contempo un servizio
essenziale all’economia del territorio, spesso frenata dalla
mancanza di un numero sufficiente di ingegneri, matematici, fisici,
informatici, che, se da un lato risultano essere, come
evidenziato dal progetto Excelsior,
le figure più richieste, dall’altro sono anche le più
difficilmente reperibili.

Abbiamo
istituito la Scuola con in mente e nel cuore il futuro dei giovani e
il futuro del nostro territorio: cari studenti, se siete entusiasti,
dinamici, vi piacciono le sfide e vi piace essere primi vi aspettiamo
in uno dei corsi della Scuola di Ingegneria perché la vostra
intelligenza è la materia prima del nostro paese e merita chi, da
anni primeggia per qualità nella classifica Censis delle lauree
triennali.

3.4.
Le iniziative
del 2019/2020, già presentate al MIUR

Reggio
Emilia:

Dipartimento
di Educazione e Scienze umane e Dip. Medico:


Laurea in
Digital
and medical Education(L-19), in
modalità prevalentemente a distanza.

Dipartimento
di Comunicazione ed Economia:


Laurea
in Marketing
digitale(L-18).

Il
corso di laurea si propone di formare giovani laureati da impiegare
in ruoli operativi di digital marketing.
Sono figure capaci di lavorare per obiettivi, in team
inter-funzionali e di contribuire alle decisioni. Le loro competenze
consentono di occupare ruoli di project middle manager.

Dipartimento
di Scienze della Vita, settore Agraria, ma con sede amministrativa
presso l’Ateneo di Parma, la Laurea
magistrale in Food
Safety and Risk management(LM-70),
erogato integralmente in lingua inglese, in convenzione interateneo
con l’Università di Parma, l’Università Cattolica del Sacro
Cuore di Piacenza, Alma Mater Studiorum – Università degli Studi di
Bologna e Università degli Studi di Ferrara.

Modena:

Dipartimento
di Ingegneria “Enzo Ferrari”


Laurea in
Costruzioni
e gestione del territorio(L-7), a
orientamento professionalizzante;


Laurea
magistrale in Ingegneria
civile e ambientale(LM-23 e
LM-35), interclasse, interateneo con l’Università di San Marino,
con sede amministrativa presso Unimore. Tale proposta rappresenta,
in realtà, l’accorpamento delle due lauree magistrali già attive,
ossia LM-23 Ingegneria civile e LM-35 Ingegneria per la sostenibilità
ambientale, che saranno pertanto disattivate nell’anno accademico
2019/20;


Nell’ambito del corso di laurea in Ingegneria informatica di
Modena, un curriculum
specifico sull’Intelligenza Artificiale.

Dipartimento
di Scienze Chimiche e Geologiche:


Laurea
magistrale in Science
for Education: didattica e comunicazione delle Scienze(LM- 60);

Sta
avendo un sempre maggiore successo, grazie all’impulso dei nuovi
responsabili, la Scuola
di Dottorato E4E – Engineering for Economics – Economics for
Engineering,
dedicata all’Industria 4.0 (sostenuta dalla Fondazione Cassa di
Risparmio di Modena, attraverso l’erogazione di borse di dottorato
per gli allievi re incardinata sulla Fondazione Marco Biagi); la
Scuola sviluppa curricula specifici di dottorato industriale,
finalizzati a formare figure di alta competenza interdisciplinare, in
grado di inserirsi utilmente nei processi di trasformazione digitale
delle imprese.

Confermata anche la replica
del già annunciato progetto Cyber
Academy, con
il Corso di Perfezionamento in Cyber Security, diretto dal Prof.
Michele Colajanni, un unicum per modalità di selezione dei
partecipanti, modelli formativi flessibili e perfetta integrazione di
docenze accademiche e professionali.

3.5
Accademia Militare

Chiudo
il capitolo sulla formazione ricordando che, nell’ambito della
storica collaborazione tra Unimore e l’Accademia Militare, sono
state sviluppate due iniziative di grande rilievo:

La
seconda edizione del Corso
di Perfezionamento sulle
Emergenze Territoriali Ambientali e Sanitarie, EmTASK,
presentata proprio venerdì scorso. Ci
hanno accompagnato il Comune di Modena, L’Accademia Militare, I
VVFF e ARPAE. Il nostro Ateneo è riuscito ad essere elemento di
aggregazione di tante istituzioni in una iniziativa finalizzata alla
formazione di profili necessari ad un settore così attuale come
quello dell’emergenze territoriali.
Unimore,
infine, dopo essere stata scelta come partner della Struttura
Progetto Energia del Ministero della Difesa per la realizzazione
della riqualificazione energetica di Palazzo Ducale di Modena sede
dell’Accademia Militare, ha completato il progetto preliminare che
costituisce la base per la gara d’appalto in uscita in questi
giorni.

Unimore
inoltre è tra le prime università italiane ad aver aderito al
Progetto del MIUR “Didattica
per competenze”,
che permette agli studenti di acquisire competenze trasversali
attraverso nuove strategie e metodologie didattiche. Nella
sperimentazione sono coinvolti 16 insegnamenti di Unimore e circa
1800 studenti. Attraverso contatti con gli stakeolders di ateneo sono
state individuate ed erogate le due competenze trasversali più
richieste dal mercato del lavoro: il problem solving e il team
working.

Rientra
poi nell’ottica dell’innovazione didattica anche il progetto
OneLab,
attivo ormai da un anno: su tutti i primi anni dei Corsi di Laurea e
dei Corsi di Laurea Magistrale del Dipartimento di Comunicazione ed
Economia sono previsti servizi di supporto alla didattica
convenzionale in aula. Le attività didattiche in aula sono
arricchite dalla possibilità offerta agli studenti di accedere alla
registrazione delle lezioni dopo la loro erogazione. Il servizio
prevede anche la disponibilità di un orario di ricevimento docenti
online a integrazione di quello in presenza.

RICERCA
SCIENTIFICA

L’Ateneo ha una chiara
consapevolezza dell’importanza della ricerca scientifica nei suoi
molteplici aspetti di contributo allo sviluppo culturale complessivo
del paese, formazione dei futuri quadri dirigenti, e infine
presupposto indispensabile per lo sviluppo tecnologico, in un’ottica
di crescente integrazione e interdipendenza sinergica di tutti questi
differenti livelli. L’Ateneo ha posto quindi al centro della sua
azione un articolato programma di consolidamento e sviluppo della sua
attività di ricerca fondamentale ed applicata, nella convinzione che
anche una didattica di qualità e un efficace trasferimento
tecnologico trovano nella ricerca il loro primario alimento. Il
panorama della ricerca scientifica di Ateneo è ben consolidato,
costituito da un numero rilevante di gruppi ed attività di ricerca,
che coprono un ampio spettro di discipline. Sono presenti rilevanti
“punte di eccellenza” (ricordo i recenti successi nel campo delle
cellule staminali (proff. Michele De Luca e Graziella Pellegrini),
della Intelligenza Artificiale (prof.ssa Rita Cucchiara),
dell’Automotive (Iniziativa Smart Area e Muner), e dei dipartimenti
eccellenti che convivono con una ricerca diffusa di buona qualità,
favorita dal consolidamento del sistema di Assicurazione della
Qualità per la Ricerca di Ateneo.

I
numeri della Ricerca Unimore:

Unimore gestisce in questo
momento 125 progetti di ricerca internazionale di cui 64 all’interno
del programma H2020, per un ammontare dei finanziamenti pari a circa
15 milioni di euro. Questi progetti sono volti ad accrescere da un
lato la ricerca di base di eccellenza e dall’altra ad incrementare
le relazioni con altre Università dell’Unione Europea, Centri di
ricerca e imprese. A tal proposito va sottolineato come l’iniziativa
di aderire a reti europee e partenariati pubblico-privati avviata nel
2014 stia portando i suoi primi frutti in termini di progetti
approvati: le reti a cui aderisce UNIMORE ad oggi sono 10 e coprono
diversi settori dall’automotive alle nano-medicine.

Unimore ha partecipato al
bando PRIN 2017 con 225 unità operative: sono tutti in corso le
valutazioni.

Sono circa 800 le
collaborazioni avviate con imprese per ricerca e sviluppo
industriale.

Tali collaborazioni hanno
favorito la partecipazione a Progetti Cluster Nazionali da parte di
UNIMORE che risulta coinvolta in una decina di iniziative importanti,
1 progetto finanziato nel bando Avviso per lo sviluppo e
potenziamento di nuovi 4 Cluster Tecnologici Nazionali e in 5
progetti di Ricerca Industriale e Sviluppo Sperimentale finanziati
nelle 12 aree di specializzazione individuate dal PNR 20152020.

L’esperienza
maturata poi negli anni passati con i 19 progetti POR-FESR ER e i 7
progetti a valere sul Programma di Sviluppo rurale sostenuti da
Regione Emilia Romagna, che sono in fase conclusiva, hanno portato
UNIMORE a partecipare attivamente al nuovo bando POR FESR con 12
progetti presentati in qualità di Capofila e 32 progetti presentati
in qualità di Partner. Ringrazio
nella persona dell’assessore Bianchi la RER per la politica accorta
di supporto alla ricerca.

A livello nazionale sono
iniziate le attività relative al finanziamento dei 3 Dipartimenti di
eccellenza. E’ di fatto terminata l’attività del primo anno in
linea con i piani di sviluppo

La possibilità di svolgere
attività di ricerca scientifica ad alto livello rimane il principale
obiettivo di ogni ateneo. L’Ateneo
destina comunque anche adeguate risorse proprie a sostegno
dell’attività di ricerca del proprio personale.

In
particolare dal 2014 vengono finanziati progetti di ricerca di base
presentati dai giovani ricercatori Unimore: caratteristica
fondamentale di questi progetti è
l’interdisciplinarietà
delle attività.
E viene inoltre premiata la partecipazione dei più giovani
ricercatori under 40.

I
progetti vengono selezionati sulla base di una valutazione
competitiva, effettuata da un panel di referee esterni, di fama
internazionale. Credo che questo sia l’aspetto più qualificante,
suggerito per altro dall’ANVUR in fase di accreditamento del nostro
ateneo.

Ammontano
a oltre 5 milioni di euro i fondi che dal 2014 al 2018 sono stati
destinati al finanziamento di questi progetti e negli ultimi cinque
anni, le pubblicazioni dei ricercatori dell’Università di Modena e
Reggio Emilia sono state oltre 9000, di cui circa 5000 sulle migliori
riviste scientifiche a livello mondiale e 4000 in collaborazione con
ricercatori di università e centri di ricerca stranieri, a riprova
della rilevanza e dell’impatto internazionale dell’attività di
ricerca svolta.

Ancora
una volta rammento a tutti i inostri interlocutori quanto sia
strategico poter disporre di risorse accessorie per ricerca
scientifica: il futuro degli atenei di eccellenza si giocherà in
questo campo. Invito pertanto tutti coloro che hanno le possibilità
di supportare, facilitare e favorire azioni di ricerca e sviluppo,
anche condivise, a guardare con sempre maggiore attenzione
all’investimento in formazione dei giovani ricercatori e alla
sostenibilità dei relativi laboratori. Investire in ricerca,
appoggiandosi sugli atenei, è cosa nobile e di grande importanza;
oggi è la migliore garanzia per la sopravvivenza futura di un paese.

MEDICINA

La Facoltà di Medicina e
Chirurgia del nostro Ateneo ha dimostrato un grande impegno sia di
ricerca e didattica, sia nello sviluppo di settori e progetti
soprattutto con l’obiettivo del trasferimento delle conoscenze
scientifiche alla pratica clinica. Forte è l’investimento
nell’ambito delle attività di internazionalizzazione, operata
attraverso percorsi formativi integrati e progetti di ricerca con
università estere, di crescita, di cooperazione internazionale e di
azioni rivolte alla promozione ed alla diffusione delle opportunità
di scambio previste dal programma Erasmus Plus.

Un elemento di spicco da
rammentare è che tre
dipartimenti
che compongono la Facoltà medica avevano i criteri ministeriali per
essere giudicati tra i dipartimenti di
eccellenza e
due di questi hanno ottenuto il finanziamento straordinario del
Ministero. Questo ha consentito investimenti in diversi ambiti che
hanno portato all’avvio di importanti progetti in particolare
nell’ambito oncologico, chirurgico e delle neuroscienze.

Tra i dipartimenti di
eccellenza ci tengo a mettere in luce il progetto
delle neuroscienze,
che oltre alla crescita in ricercatori, docenti e personale tecnico
finalizzata al potenziamento dell’area, ha visto la forte
integrazione con l’Azienda Ospedaliero Universitaria e la
Fondazione Cassa di Risparmio legata alla acquisizione della nuova
Risonanza
Magnetica a 3 Tesla.
Questa strumentazione, è importante per alcune componenti destinate
specificamente alla ricerca di eccellenza nel campo delle
neuroscienze, in particolare per studiare più approfonditamente i
circuiti cerebrali attivati da stimolazioni specifiche, area di
ricerca già consolidata in ateneo.

Altro importante progetto che
vede la valorizzazione del patrimonio di ricerca sviluppato da
Unimore nel settore della Medicina
Rigenerativa
consiste nello sviluppo di una struttura clinica per il trattamento
della epidermolisi bollosa. Le ricerche sviluppate dal centro di
Medicina Rigenerativa diretto dal prof. Michele De Luca hanno
permesso la messa a punto di una terapia con cellule geneticamente
modificate che potrà essere applicata in fase sperimentale sui
pazienti, proprio al Policlinico. La realizzazione di tale progetto
di eccellenza sarà possibile anche grazie all’impegno della
Regione Emilia Romagna, del territorio e dei privati, e permetterà
lo sviluppo di un centro di riferimento per la malattia, unico grazie
all’interconnessione e vicinanza tra la parte assistenziale e
quella di ricerca e sviluppo.

Per il potenziamento della
didattica, all’inizio del 2018 Unimore ha inaugurato il nuovo
Centro di
Formazione Avanzata e Simulazione Medica.
Già nei primi mesi di attività il Centro è stato utilizzato da
parecchie centinaia di studenti di vari Corsi di Studio. Grazie alle
strumentazioni più moderne, dai simulatori ad alta fedeltà, il
FASiM consente ai discenti di acquisire competenze professionali di
vario livello. Il FASiM è stato inoltre sede di sessioni pratiche
per alcuni Congressi, fra cui vari apprezzatissimi workshop in
occasione del Congresso studentesco MoReMED. E’ intenzione di
continuare sulla strada della formazione attraverso l’impiego
sempre più ampio di simulatori di ultima generazione in modo da
conferire agli studenti quelle esperienze pratiche difficilmente
raggiungibili attraverso il tirocinio classico, al fine di essere
pronti e preparati in situazioni insolite e complesse.

La Facoltà di Medicina ha
anche prestato molta attenzione alla formazione post-laurea, in
particolare seguendo la riforma delle Scuole
di Specialità
che con il nuovo accreditamento hanno visto l’estensione della rete
formativa oltre le mura dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di
riferimento. Alla luce delle valutazioni preliminari, non solo
riscontriamo che praticamente tutte e 39 le Scuole attivate in via
preliminare godono di ottima salute, ma si sta pianificando la
richiesta di attivazione anche di ulteriori Scuole, quali
Radioterapia e Neurochirurgia nell’arco del prossimo biennio.
L’Università ha garantito con una programmazione oculata e
razionale, mirata al reclutamento di docenti altamente qualificati,
la sostenibilità didattica delle Scuole, mentre le Aziende
territoriali, sia quella di Modena sia la forte collaborazione con
l’Azienda Sanitaria di Reggio Emilia, hanno permesso di creare reti
formative robuste e di qualità. Continueremo a rafforzare il
proficuo rapporto di collaborazione con le Aziende, con una
attenzione particolare a Reggio Emilia, dove ricade una rilevante
quota delle attività didattiche della Facoltà di Medicina e dove
sussistono numerosi progetti di ricerca con l’IRCCS Santa Maria
Nuova. A titolo di esempio nel 2018 ben 5 borse di Dottorato di
Ricerca in Medicina Clinica e Sperimentale sono state sostenute ed
operano a tutti gli effetti presso questa struttura.

Sempre per il potenziamento
delle attività didattiche un progetto ambizioso che la Facoltà si è
posta per il futuro consiste nel creare una Scuola
di Chirurgia,
giustificata dalla presenza di varie eccellenze di fama
internazionale in diverse aree della chirurgia. Si intravede la
possibilità di creare un centro specifico per la formazione degli
specializzandi e di specialisti che integri le capacità di base con
le tecniche più sofisticate di chirurgia mini-invasiva e robotica

Infine
alcune parole specifiche per la realtà di Reggio
Emilia:
l’offerta formativa della Scuola di Medicina nella sede di Reggio
Emilia è costituita da 5 Corsi di laurea Triennali (Infermieristica,
Logopedia, Fisioterapia, Terapia Occupazionale e Terapisti della
Riabilitazione psichiatrica) e da 1 corso di laurea Magistrale in
Scienze infermieristiche ed Ostetriche, per un totale di circa 700
studenti che frequentano il Campus Universitario San Lazzaro. In
questa realtà si respira una ottima integrazione fra mondo
accademico e organizzazione sanitarie, dove conoscenza ed esperienza
vanno di pari passo. Essa è realizzata non solo attraverso i
tirocini degli studenti ma anche attraverso progetti di ricerca in
stretta collaborazione con le aziende sanitarie pubbliche e private
reggiane. Un progetto didattico
innovativo è
rivolto allo sviluppo di competenze di lavoro in equipe multi
professionale, con particolare attenzione al coinvolgimento attivo
del paziente per riconoscerne un ruolo centrale nella gestione della
propria malattia.

In sintesi, la Facoltà di
Medicina credo abbia saputo cogliere le occasioni di crescita offerte
dalla fusione del Policlinico con l’ospedale civile di Baggiovara e
dalla estensione della rete formativa con le Aziende Sanitarie di
Modena e Reggio Emilia.

TERZA
MISSIONE

Riteniamo
che oggi l’efficacia e il prestigio di un Ateneo si misuri anche
nei rapporti istituiti con gli stakeholder di riferimento: la Terza
Missione Accademica
implica relazioni con le istituzioni e con il sistema produttivo per
sostenere lo sviluppo delle comunità di riferimento e della società
nel suo complesso. Significa
diventare il punto d’incontro tra la cultura, la capacità di fare
ricerca e le esigenze della società.

Unimore
oggi ha competenze, professionalità, idee, iniziative che le
consentono di dare vita ad una densa rete di collaborazioni con il
territorio. Tali collaborazioni si esprimono in azioni e progetti che
favoriscono il trasferimento dei risultati della ricerca,
arricchiscono il patrimonio didattico e che, più in generale,
facilitano ogni processo di diffusione di conoscenza, utile allo
sviluppo del territorio e alla generazione di nuove risorse
economiche e culturali.

Unimore
sostiene con
convinzione la creazione di impresa,
riconoscendone il valore per lo sviluppo delle competenze individuali
e per l’evoluzione economica e sociale del paese. A questo fine,
promuove in vari modi la capacità di fare impresa da parte di
ricercatori e studenti dell’Ateneo.

Attualmente
sono attive in Ateneo 9 imprese start up e spin off. E negli ultimi
anni ne sono stati attivate e incubate 34 imprese, a valere su tutte
le principali di aree di ricerca. Un buon numero di esse sono già
state lanciate e sono tuttora presenti sul mercato e in grado di
generare occupazione.

Nel
2018, 242 studenti, provenienti da tutti i Dipartimenti, hanno
partecipato a progetti di orientamento all’imprenditorialità
(Icaro,
Sugar, CBI, BellaCOOPia, Startup Jam, TACC) organizzati in
collaborazione con associazioni di categoria, imprese e istituzioni.
In questo anno il Contamination Lab si è ulteriormente arricchito
con il lancio del progetto TACC – Training for Automotive Company
Creation – che sta portando alla luce alcuni innovativi progetti
imprenditoriali sviluppati dagli studenti UNIMORE nell’ambito
dell’automotive e della mobilità.

Contamination
Lab

Da
alcuni anni stiamo fortemente investendo nella diffusione della
cultura dell’imprenditorialità principalmente attraverso l’operato
del Contamination
Lab (C-LAB).
Il progetto C-LAB, finanziato su base competitiva dal MIUR. In virtù
di questo ruolo cardine nel panorama regionale, il C-LAB sta
estendendo la sua rete di collaborazioni coinvolgendo anche altri
atenei dell’area (UniFE e UniBO) e continuando ad interagire con
altre istituzioni nazionali e estere. Nel 2018 il Contamination Lab
di Unimore, ha concluso il suo primo anno di attività con risultati
soddisfacenti in termini di partecipazione, collaborazioni con
imprese e Università nazionali ed internazionali e di ricadute
positive sui percorsi professionali ed imprenditoriali degli
studenti.

Collaborazione
con Fondazione Golinelli

Anche
Il partenariato con Fondazione Golinelli è sempre più strategico
per lo sviluppo di progetti orientati alla formazione imprenditoriale
secondo modalità innovative.

Ed
è qui che si inserisce
Icaro, il
progetto partito nel 2017 ed ora alla sua seconda edizione, un altro
progetto sperimentale di formazione imprenditoriale innovativa
pensato e realizzato da Unimore insieme alla Fondazione Golinelli.
L’iniziativa coinvolge 40 studenti di diversi dipartimenti.

Con
Fondazione Golinelli è stato siglato un nuovo accordo che coinvolge
anche UNIBO, CNR Area ricerca di Bologna e IOR per la realizzazione
di Reactor:
un percorso di orientamento all’imprenditorialità di alto profilo,
con un fortissimo carattere pratico ed esperienziale. Reactor è un
programma che si svolgerà durante buona parte del 2019.

Public
Engagement

I
docenti e ricercatori di Unimore hanno lavorato intensamente per
diffondere la conoscenza generata dalla ricerca presso il pubblico
più ampio possibile, non solo specialistico. Lo testimoniano le
moltissime attività di socializzazione della conoscenza svolte per e
con le istituzioni locali, le associazioni culturali e ambientali, il
mondo imprenditoriale, quello delle professioni, le scuole di ogni
ordine e grado, gli ospedali e i presidi sanitari, il terzo settore e
il volontariato. I legami con questi stakeholder non si manifestano
nelle sole forme della collaborazione di ricerca e della formazione,
ma si traducono sempre più spesso in momenti di divulgazione
scientifica, basati su una capillare attività di incontri e
pubblicazioni per un pubblico non specialistico, presenza sui media
locali e nazionali, iniziative per la tutela della salute dei
cittadini, (si veda l’incontro sulle vaccinazioni con gli studenti
delle Scuole Medie Superiori della scorsa settimana) educazione
all’ambiente e allo sviluppo sostenibile, per la promozione del
territorio e la migliore fruizione del patrimonio
artistico-culturale. Cito il
rapporto con il Centro di Trasferimento Tecnologico DEMOCENTER
e, uno per tutti, l’impegno
di Unimore nell’ambito dell’educazione economico-finanziaria con
l’attivazione di due nuove iniziative. A Modena si è progettata e
realizzata, insieme ai docenti del Liceo Muratori, una modalità di
didattica che collega i temi economici con la tipologia di percorso
formativo e gli obiettivi dell’alternanza scuola-lavoro. A Reggio,
con la collaborazione del Credem, della Fondazione per l’Educazione
Finanziaria (Feduf) e della Libera Università Crostolo, si è
proposto un ciclo di lezioni aperte alla cittadinanza sugli elementi
di base delle decisioni di investimento, della consulenza finanziaria
e del rapporto con le banche.

Le
ultime rilevazioni sul database IRIS, che dalla primavera del 2018 è
disponibile per la rilevazione dei dati del Public Engagement, ci
restituiscono un quadro ricco di attività: tra il 2015 e il 2018 i
docenti di Unimore hanno promosso 2125 attività di Public Engagement
collaborando con oltre 200 partner. Tra le altre segnaliamo che oltre
500 di queste iniziative si sono svolte nelle scuole o a vantaggio di
studenti delle scuole medie superiori e elementari. Unimore inoltre,
conscia della rilevanza che il PE riveste e dell’importanza della
collaborazione con gli altri atenei,
ha aderito ad APEnet una rete comprendente oltre 40 Università
italiane nata per sostenere Atenei ed Enti di Ricerca nella
condivisione di programmi, obiettivi e azioni comuni per il Public
Engagement.

SPORT

Con
riferimento al progetto “Dual career” il 2018 ha visto la
concreta realizzazione del programma Unimore Sport Excellence-USE,
nato nel 2017, grazie all’accordo fra Unimore e CONI per supportare
l’attività di formazione universitaria dei giovani iscritti che
praticano attività sportiva agonistica di interesse nazionale e
internazionale.

Unimore
ha predisposto un progetto dedicato ai propri studenti/atleti,
tesserati presso società sportive delle federazioni affiliate al
CONI. Tali studenti, appositamente selezionati con un bando, ricevono
sostegni allo studio, di tipo didattico ed economico, tra cui esonero
o riduzione delle tasse universitarie, accesso ad alloggi a canone
concordato e ai servizi forniti dall’ufficio benefici, e servizi di
tutoraggio. Unimore può riconoscere agli atleti, fino a tre
crediti formativi Universitari (CFU) all’anno, per i risultati
sportivi conseguiti. Gli studenti atleti possono inoltre svolgere il
loro periodo di tirocinio aziendale presso le proprie federazioni
sportive e completare presso le stesse sedi il lavoro di tesi di
laurea.

Nell’ambito
del progetto USE sono poi previsti i Premi di Studio Mattia
Dall’Aglio che vengono assegnati ad un massimo di 3 studenti
ammessi al programma, con curriculum sportivo ed accademico di
eccellenza e che non risultino percipienti reddito dalla
attività sportiva praticata.

La
seconda edizione del Bando USE 2018/2019, i cui esiti sono ancora in
fase di elaborazione, ha visto la partecipazione di 45
studenti/atleti, oltre il doppio dell’edizione precedente.

Nel
corso del 2018 è stato anche attivato il sito
sport.unimore.it
per la migliore visibilità delle attività di UNIMORE legate allo
sport.

A
livello nazionale dal dicembre 2018 UNIMORE fa parte di Unisport
Italia, la neo-nata rete che coinvolge 42 università nazionali per
valorizzare tutte le potenzialità dello sport universitario come
strumento efficace e trasversale di formazione, ricerca, innovazione
e di arricchimento dell’esperienza universitaria.

La
partecipazione del CUS MORE ai Campionati Nazionali Universitari del
Maggio 2018 è stata di grande soddisfazione: 70 atleti coinvolti con
13 medaglie (3 ori, 2 argenti, 8 bronzi).

8.EDILIZIA

8.1.
Reggio Emilia

8.1.1.

Nello
scorso dicembre è stato costituito il “Comitato Reggio Città
Universitaria” che sosterrà la ristrutturazione dell’ex
Seminario vescovile, destinato entro breve ad essere recuperato per
attività accademiche. Il Comitato vede coinvolti la Diocesi, il
Comune di Reggio Emilia, Confcooperative, Camera di Commercio,
Provincia, Fondazione Manodori ed il mondo imprenditoriale con la
presenza di Unindustria, Iren SpA e di tante note imprese reggiane.

Nell’ex
seminario saranno ospitati il Dipartimento di Educazione e Scienze
Umane e il Centro E-Learning. Il trasferimento delle due strutture
consentirà un ampliamento degli spazi a disposizione degli altri
Dipartimenti reggiani a Palazzo Dossetti e nel Campus San Lazzaro,
con effetti positivi sull’attività didattica e di ricerca anche
del DISMI. In sintesi, la fruizione del seminario diminuirebbe in
via indiretta
la carenza di aule medio-piccole (senza
le quali, in particolare, l’offerta formativa di Ingegneria non
può aumentare),
di sale studio per studenti e di uffici per il personale
docente-ricercatore. Tale operazione andrebbe poi completata con la
costruzione della nuova palazzina laboratori e con il completamento
di Villa Marchi.

Ciò permetterà di ridurre la
pressione ormai insostenibile in altre strutture del Centro storico
di Reggio. Il progetto sta rapidamente procedendo in stretta
interazione con le strutture interessate, la Direzione tecnica e la
Commissione edilizia, e potrebbe arrivare a completamento in tempi
relativamente brevi. Inoltre, nel complesso edilizio è previsto
anche un ampio studentato.

Tale operazione consente
quindi di intravvedere chiaramente il definitivo assetto dell’Ateneo.
La città di Reggio Emilia dopo i grandi progetti di Palazzo Dossetti
e del San Lazzaro potrebbe, con la realizzazione del terzo polo del
Seminario, proseguire il proprio percorso di città universitaria per
l’accoglienza ed il benessere degli attuali e futuri studenti.

8.1.2.
Lab. Agraria
e Ingegneria

Sono
in via di finalizzazione (prossimo il rogito) le trattative con l’ASL
per l’acquisto del terreno nell’area S. Lazzaro, posto dietro al
Padiglione Buccola, per consentire il sorgere dei suddetti Laboratori
sperimentali didattici di Ingegneria e di quelli di Scienze Agrarie,
per i quali l’Ateneo ha stanziato da tempo i finanziamenti per
l’acquisto del terreno su cui costruire.

8.1.3.
Consolidamento
Morselli

Sempre
nel Campus San Lazzaro, anche in conseguenza di gravi problemi
strutturali manifestatisi dopo il sisma, è attualmente in corso un
intervento di consolidamento statico delle fondazioni del padiglione
Morselli.

8.1.4.
Edilizia
sportiva a RE

Nell’occasione
comunico che Unimore è naturalmente disponibile a valutare diverse
soluzioni e sinergie in relazione all’importante progetto, da
sviluppare assieme al Comune di Reggio Emilia, che prevede la
realizzazione di impianti sportivi fruibili dagli studenti in zone
adiacenti agli insediamenti universitari.

8.2.
Modena

8.2.1.

NUOVA
PALAZZINA PER LA DIDATTICA

L’iter
di appalto per il Padiglione didattico nel campus scientifico
tecnologico di Modena in via Vivarelli è arrivato all’aggiudicazione
dell’incarico di progetto esecutivo. L’opera farà fronte alla
continua crescita della popolazione studentesca dei Dipartimenti di
Scienze della Vita e di Ingegneria, che ha portato alla totale
saturazione degli spazi didattici nei Campus sia di via Vivarelli che
di Via Campi. Ringrazio
Confindustria Emilia per il generoso contributo.

8.2.2.

Inoltre,
sono stati fatti passi in avanti per l’espansione
dei laboratori di Ingegneria.

8.2.3.

All’interno
del Campus, in sede provvisoria, si è trasferito L’ordine degli
Ingegneri,
primo caso in Italia e già oggetto di attenzione a livello
nazionale. L’ordine ha coperto con fondi propri tutte le spese,
anche quelle di adeguamento di alcuni spazi ad uso condiviso (aule e
sale riunioni). Inoltre, potrebbe fornire un contributo economico
determinante alla realizzazione dell’ala di espansione dei
laboratori, ove potrebbe trovare spazio la sua sede definitiva.

8.2.4.

Al
nuovo padiglione didattico si accompagna il recupero
e adeguamento della ex aula di Disegno
sita nell’edificio già sede del Dipartimento di Matematica, ove è
prossimo al bando d’appalto un intervento di miglioramento
impiantistico e funzionale.

8.2.5.

È
in corso l’attivazione della gara per la totale ristrutturazione
del “Corpo G” del Policlinico di Modena e nell’occasione
ringrazio la
Fondazione Cassa di Risparmio di Modena per il generoso contributo.

8.2.6

È
prossima l’apertura (in primavera) delle ex
Carceri Maschili di S. Eufemia,
che oltre a risolvere alcuni problemi di spazi per il Dipartimento di
Studi Linguistici e Culturali, darà accoglienza al Centro
Linguistico di Ateneo, attualmente ospitato presso il Palazzo
Coccapani. È stata fissata con la Direttrice del CLA la data del
trasloco da Coccapani prevista nella settimana prima di Pasqua

8.2.7.

Un
intervento adeguamento
sismico complessivo dell’edificio è in corso nell’ex Foro
Boario, sede
del Dipartimento di Economia

8.2.8.

In
particolare, sfruttando fondi regionali e rimborsi assicurativi post
sisma, nel
Rettorato è
in corso la
riparazione dei danni post sisma
complessivo dell’edificio. Inoltre, si è messa mano agli impianti
di climatizzazione e di ventilazione in alcune aree, tra queste la
segreteria studenti, per risolvere alcuni annosi problemi di comfort.

8.3.
ENERGIA

Unimore
continua la sua collaborazione con le altre università italiane
associate alla RUS (Rete delle Università per lo Sviluppo
Sostenibile), rete sostenuta dalla CRUI. All’interno della RUS è
particolarmente attivo il Gruppo di Lavoro Energia, che sta
predisponendo un censimento energetico delle Università aderenti
alla rete, che Unimore ha già completato.

Dalle
attività di cui sopra, collegate all’esistente Primo Piano
Energetico di Ateneo, si sta completando l’individuazione dei costi
specifici delle singole strutture, per un utilizzo razionale degli
spazi e per l’efficientamento e l’ottimizzazione funzionale degli
spazi stessi.

Questa
ed altre analisi costituiscono parte integrante del Secondo Piano
Energetico di Ateneo, che è stato completato e verrà reso pubblico
entro l’estate dopo i passaggi istituzionali canonici (CdA in
primis). Nel Secondo Piano Energetico di Ateneo vengono portate
avanti ed approfondite le iniziative e le proposte avviate con il
Primo Piano Energetico Unimore, estendendo le analisi a valutazioni
di sostenibilità ambientale e all’impiego di fonti rinnovabili
(tetti e coperture con pannelli fotovoltaici in primo luogo).

Si
sottolinea come il Piano Energetico Unimore sia per ora l’unico in
Italia comprendente analisi quantitative e proposte di risparmio
energetico misurabili e verificabili.

Unimore
è entrata a far parte di importanti associazioni europee nel settore
energetico (EERA, ECTP, N.ERGHY), all’interno delle quali sono
state attivate collaborazioni per accedere a finanziamenti europei
nel settore dell’energia e sviluppo sostenibile.

Con
i Centri Intermech ed EnTech, il nostro Ateneo fa parte del
Clust-ER Energia della Regione Emilia-Romagna

9.INTERNAZIONALIZZAZIONE
18/19

L’attività
di internazionalizzazione di Unimore da diversi anni sta andando
verso una sempre più consolidata strategia che riguarda diverse aree
geografiche: abbiamo infatti all’attivo più di 300 accordi di
collaborazione con Atenei stranieri, 600 accordi inter-istituzionali
con 300 sedi in Europa per il programma Erasmus+; abbiamo
sottoscritto n. 7 accordi per percorsi di studio di doppio titolo/
titolo congiunto in ambito umanistico, economico ed ingegneristico e
abbiamo il 12% circa dell’intera offerta formativa in lingua
inglese.

Partecipa
a 16 progetti transnazionali di innovazione e sperimentazione
formativa nell’ambito del programma Erasmus+ (azione chiave 2 e 3,
Jean Monnet), in 2 di essi svolge un ruolo di coordinatore.

Un
incremento notevole è stato registrato anche nel settore della
mobilità studentesca in cui le azioni prevedono la promozione e la
diffusione delle opportunità offerte dal Programma Erasmus+ sia con
i paesi Europei, sia extra europei: stiamo infatti sviluppando
Azioni di mobilità attraverso il programma Erasmus+ – International
Credit Mobility – KA107 con il Vietnam, la Serbia, il Camerun, il
Brasile e l’Australia, il Sud Africa, la Tailandia e la Cina tutti
paesi con cui sono già in atto consolidate collaborazioni
strategiche.

Tale
azione, iniziata da soli due anni, ha consentito ad Unimore di
aggiudicarsi fino ad oggi 10 nuovi progetti che prevedono una
mobilità in ingresso di 40 studenti stranieri che entrano nel
computo complessivo di 417 studenti in entrata (l’andamento in
entrata risente della carenza di posti letto per studenti stranieri).
Devo ringraziare il prorettore Ferrari per la determinazione posta in
questa attività e per la sua costanza nel raggiungere anche paesi
molto lontani.

Per
quanto riguarda la mobilità in uscita verso le sedi straniere si
rileva un incremento del 20% rispetto all’anno accademico
precedente pari a 842 studenti in mobilità su tutti i programmi
gestiti dall’Ateneo (Erasmus+, More Overseas, accordi con sedi
straniere).

In
particolare gli studenti partecipanti al programma Erasmus sono
aumentati del 14 % nell’ultimo anno.

10.CONCLUSIONI e
ringraziamenti

Mi
appresto quindi a concludere e quindi pongo necessariamente l’accento
su quello che potrà essere il futuro del nostro Ateneo. Un anno fa,
a Modena, in questa occasione, avevo terminato il mio intervento
sottolineando come Unimore si dovesse incamminare e si stesse
incamminando di fatto sulla strada di diventare sempre più un ateneo
con caratteristiche europee e ciò “sia per la qualità della
ricerca scientifica, sia per la qualità della didattica e della
formazione in genere. Siamo europei nei principi di finanziamento e
governance, con un livello alto di trasparenza e controllo.

Abbiamo
una significativa aliquota del bilancio derivata da progetti di
ricerca internazionale su base competitiva e da rapporti con
istituzioni pubbliche e aziende private”; dovremo però attrezzarci
“per incrementare l’offerta formativa in lingua inglese, e
ampliare le lauree professionalizzanti specialistiche: abbiamo da
soddisfare una domanda di gran lunga superiore all’offerta.
Necessitiamo però di alcune nuove strutture edilizie e di alcuni
laboratori adeguati, di nuovi profili tecnico-amministrativi di alto
livello, di semplificazione amministrativa e infine di
ringiovanimento del corpo docente.

Oggi
Unimore con circa 700 docenti e più di 25.000 studenti ha un
rapporto di 1 a 33 tra docenti e studenti: la media OCSE è 1:16
(meno della metà). Per questa ragione attendiamo con una certa
apprensione l’erogazione dei 1500 posti da ricercatore promessi
dall’attuale Governo, così come auspichiamo nuovi finanziamenti
per l’adeguamento delle strutture edilizie e del loro
attrezzamento. Confermo, infine, l’esigenza già espressa e sempre
più pressante di una legge delega per un piano di semplificazione
amministrativa della gestione degli atenei. Urge infatti ridurre
drasticamente il tempo speso per procedure burocratiche, soprattutto
riferite alla Ricerca, che condizionano negativamente la nostra
competitività a livello intenazionale.

Al
termine di questo anno accademico in cui abbiamo programmato ancora
tante iniziative, mi accingo dunque a lasciare un Ateneo la cui
politica amministrativa e gestionale, accompagnata da quella
ministeriale, ci ha consentito di arrivare in questi sei anni ad un
turn over del personale di quasi il 100%.
Credo sia stato dato un bell’impulso al suo sviluppo. Ritengo
quindi che si debba proseguire nel cammino intrapreso: possiamo e
dobbiamo superare la soglia del 100%, così come hanno fatto alcuni
atenei virtuosi, certamente favoriti anche da particolari condizioni
di contesto. Auspico che si continui così in una gestione delle
risorse oculata e virtuosa, con una ripartizione di ciò che è
possibile distribuire, sulla base del merito acquisito nella ricerca
e della capacità di attrarre ulteriori risorse e anche della
capacità di proporre una offerta formativa sempre più attenta alle
effettive necessità dei nostri territori e finalizzata ad aumentare
il livello culturale dei nostri allievi. Similmente, dovendo
esprimere un auspicio, mi auguro che sempre di più gli atenei
vengano valutati, in ambito ANVUR, anche per l’impatto positivo che
hanno e che avranno sempre più sui territori su cui sono
incardinati.


Occorre
poi continuare con una attività di orientamento sempre più efficace
verso i giovani studenti delle scuole, e con una sempre più
capillare attività di placement dei nostri laureati. Massima
attenzione ai dottorati, soprattutto quelli internazionali e
industriali, massimo supporto compatibile con le risorse per i
progetti Erasmus di internazionalizzazione.

E
un reclutamento dei docenti in ateneo che guardi con sempre maggiore
attenzione all’esterno e all’estero per cogliere, qualora ci
fossero opportunità, occasioni di arricchimento del potenziale di
ricerca e di formazione.

Consolidamento di tutti i
rapporti con le Istituzioni, disponibili a collaborare; fondamentali
le sinergie con il territorio con cui condividere progetti e
obiettivi, cercando, con le migliori pratiche e gli esempi virtuosi
di rendere la
società sempre più consapevole del ruolo centrale della formazione
e della ricerca.

Consentitemi infine di ringraziare sentitamente tutti coloro che hanno collaborato in questi sei anni e hanno servito la nostra istituzione con grande senso di responsabilità. E quindi, in primis, gli studenti e le loro rappresentanze, i due prorettori e i delegati, il DG, gli Organi accademici, Senato e cda nelle loro differenti composizioni, i Colleghi, i Ricercatori, tutto il personale TA, i numeroso precari della ricerca, i dottorandi, i dirigenti delle aziende sanitarie; le autorità civili e militari, tutte le istituzioni che hanno supportato le attività accademiche e hanno erogato finanziamenti: le associazioni di categoria, le fondazioni, le aziende ospedaliere, l’Accademia militare, le diocesi e in particolare un ringraziamento sincero a Sua Eccellenza il Vescovo di Reggio Camisasca per la gentile concessione del seminario dell’arcidiocesi, i Sindaci dei Comuni, le province e la RER, qui rappresentata oggi dall’assessore Patrizio Bianchi.

Fiducioso comunque nel futuro
di un ateneo che ha imboccato la strada più consona ai nostri tempi,
dichiaro aperto l’843-esimo anno accademico dell’Università di
Modena e Reggio Emilia.

Prof. Ing. Angelo O.
Andrisano

Magnifico Rettore
dell’Università di Modena e Reggio Emilia

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