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Vademecum dell'amore per fidanzati, attraverso gli scritti di Sant'Agostino

Vademecum dell’amore per fidanzati, attraverso gli scritti di Sant’Agostino

nel giorno degli innamorati un piccolo aiuto per descrivere l’Amore
di Antonio Tarallo

Letterati, poeti, saggisti, antropologi, scrittori, e “chi più ne ha più ne metta”, locuzione che ben esprime il concetto di un infinito numero. Perché infinito, è il numero di persone che si sono soffermate, nei loro scritti, a “descrivere” l’Amore.

E, anche in questo tema, una delle definizioni che subito ci viene in mente è quella dell’immancabile Dante – in fondo ha segnato, da sempre, la nostra cultura – che con quel suo “L’Amor che move il sole e l’altre stelle” del XXXIII canto del Paradiso – bisogna ammetterlo – quante volte ci ha fatto sognare, fin dai tempi del liceo! E, magari mentre la professoressa declamava (quasi sempre in maniera stentorea) proprio questo verso clou della Divina Commedia, ecco lo sguardo fugace si proiettava verso la nostra Beatrice, la nostra vicina di banco.

Ma c’è anche, fra i tanti scrittori che hanno percorso i millenni, un certo Agostino d’Ippona che – proprio in merito al tema – ci ha lasciato pagine di indescrivibile valore, non solo per profondità teologica, ma anche per un indubbio “gusto letterario” vero e proprio che, a distanza di secoli, ammalia ancora il lettore di Oggi. E se l’affascina, forse, è proprio per quell’intrinseca forza di guardare “alle cose del cielo”, ma al contempo di proiettarsi orizzontalmente “verso le cose della terra”.

E a queste – è cosa nota – Sant’Agostino, nella sua del tutto particolare biografia, non è stato certo lontano. Per queste ragioni, allora, i suoi scritti, possono ben esprimere il concetto di Amore, non solo verso Dio, ma anche verso la persona amata. Questa è la grandezza “umana” del santo d’Ippona. E proprio oggi che ricorre la tradizionale festa di San Valentino, quella che – ormai cosa consolidata – rappresenta la cosiddetta “festa degli innamorati”, andare a “spulciare” nelle sue pagine questo tema, ha un valore aggiunto, diciamo così.

Non vuole essere questa, certamente, occasione di “alta teologia”. Lasciamo il tutto, giustamente, alle aule di università. Mentre, fare una piccola selezione, forse potrebbe aiutare qualche innamorato/a a cercare qualche “frase d’autore” da inserire nell’immancabile biglietto – o visto i tempi, messaggio whatsapp – da regalare all’amata/o. Si comincia. Allora, partiamo con quella che è stata definita “La lettera che insegna all’uomo come amare la donna”. Poesia allo “stato puro”, ma non solo. Vero e propriovademecum” per gli innamorati.

“Giovane amico, se ami questo è il miracolo della vita. Entra nel sogno con occhi aperti e vivilo con amore fermo. Il sogno non vissuto è una stella da lasciare in cielo. Ama la tua donna senza chiedere altro all’infuori dell’eterna domanda che fa vivere di nostalgia i vecchi cuori. Ma ricordati che più ti amerà e meno te lo saprà dire. Guardala negli occhi affinché le dita si vincolino con il disperato desiderio di unirsi ancora; e le mani e gli occhi dicano le sicure promesse del vostro domani. Ma ricorda ancora, che se i corpi si riflettono negli occhi, le anime si vedono nelle sventure. Non sentirti umiliato nel riconoscere una sua qualità che non possiedi. Non crederti superiore poiché solo la vita dirà la vostra diversa sventura. Non imporre la tua volontà a parole, ma soltanto con l’esempio. Questa sposa, tua compagna di quell’ignoto cammino che è la vita, amala e difendila, poiché domani ti potrà essere di rifugio. E sii sincero giovane amico, se l’amore sarà forte ogni destino vi farà sorridere. Amala come il sole che invochi al mattino. Rispettala come un fiore che aspetta la luce dell’amore. Sii questo per lei, e poiché questo deve essere lei per te, ringraziate insieme Dio, che vi ha concesso la grazia più luminosa della vita!”.

Ma altre sue parole, non sono certo meno indicate, in questo giorno che vede tutti gli “innamorati” festeggiare il Santo Vescovo Valentino, che la tradizione vuole come protettore “des amants” (prima o poi doveva fare capolino Prevert) di tutto il mondo. Anche in questo caso, Sant’Agostino, ci offre un altro “vademecum” per amare “nobilmente”: “Se tacete, tacete per amore. Se parlate, parlate per amore. Se correggete, correggete per amore.  Se perdonate, perdonate per amore. Sia sempre in voi la radice dell’amore, perché solo da questa radice può scaturire l’amore. Amate, e fate ciò che volete. L’amore nelle avversità sopporta, nelle prosperità si modera, nelle sofferenze è forte, nelle opere buone è ilare, nelle tentazioni è sicuro, nell’ospitalità generoso, tra i veri fratelli lieto, tra i falsi paziente. E’ l’anima dei libri sacri, è virtù della profezia, è salvezza dei misteri, è forza della scienza, è frutto della fede, è ricchezza dei poveri, è vita di chi muore. L’amore è tutto”.

Finisce con quelle tre parole. “L’Amore è tutto”. Niente di più vero. Niente di più difficile – e allo stesso tempo, facile – da vivere. Certo, le frasi riportate, forse, potranno anche aiutare “a far colpo” sull’amata/o.

Speriamo di aver dato motivo di ispirazione di scrittura per qualche bel messaggio da inviare oggi, o per qualche biglietto, corredo, di qualche piccolo regalo o omaggio floreale.

Ma, sicuramente, siamo ben coscienti che il santo sarebbe assai più contento se quelle parole non servissero solo a questo. Magari la nostra pratica quotidiana potrebbe farlo più contento. E far contenti, anche noi.


Antonio Tarallo

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