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Volley donne, 12ª giornata: Cuneo ferma Novara, Brescia batte Conegliano

Volley donne, 12ª giornata: Cuneo ferma Novara, Brescia batte Conegliano

26 dicembre 2018 – Milano

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Un attacco di Lucia Bosetti nella vittoria di Scandicci su Bergamo

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scandicci-bergamo 3-2 (25-21, 23-25, 25-21, 23-25, 15-8) —
Bergamo strappa un punto a Scandicci con una gara gagliarda e densa di emozioni.

Difficile stabilire se il sestetto fiorentino è stato inferiore al suo standard, perché ha trovato sulla sua strada una Zanetti Bergamo piena di risorse tecniche, agonistiche e mentali. Soltanto il tie break è stato dominato dalla Savino Del Bene.

I quatto set precedenti sono stati tutti molto equilibrati. Comincia bene la squadra lombarda e passa al comando.

Ma Scandicci imprime un cambio di marcia al proprio comportamento e con un parziale di 6-0 fa sorpasso (9-8) e prosegue con sicurezza fino a trovarsi con un margine di cinque punti (19-14 e 21-16). La reazione bergamasca è considerevole e produce una riduzione dello scarto (22-20).

Il gioco non è chiuso, ma un sventola di Lucia Bosetti (produce il set ball che Haak (8 punti) non fallisce. Intanto l’allenatore ospite Bertini ha mandato in gioco Camilla Mingardi e la ripropone dall’inizio del secondo set al posto di Courtney.

L’effetto c’è, l’attacco della Zanetti è più attendibile ed è di grande incisività. Bergamo va sul 13-16 con aggressività e mette alla frusta la Savino Del Bene che utilizza prevalentemente l’arma Haak, alla quale continua a contendere il ruolo di protagonista Camilla Mingardi.

Vantaggio sempre di 3 punti (16-19). Girandola di sostituzioni su entrambi i fronti, Bergamo gioca con molto entusiasmo e dilata il vantaggio (19-23), poi si fa avvicinare pericolosamente (21-23), ma riesce a conquistare la frazione con un errore di Stevanovic alla battuta.

Sette punti di Mingardi, uno più di Haak. Scandicci comincia a passo di carica il terzo set, obbligando il sestetto avversario a interventi molto difficili in ricezione e difesa.

Il vantaggio nel punteggio c’è, due-tre punti. Ma si nota che Carlo Parisi allarga spesso le braccia in gesti di disapprovazione per assenza di interventi di copertura difensiva, muri compresi.

Isabelle Haak trascina la squadra (13-9), Adenizia e Stevanovic aumentano il vantaggio (15-10 e 20-15). Scandicci schiera Caracuta per Malinov, gran muro di Adenizia per il 23-18.

Ancora Adenizia in schiacciata due volte, il set è andato. Altri 6 punti di Haak, come Adenizia, ma 7 di Smarzek.

Non è più consistente come nella precedente frazione Mingardi, ferma a due punti. Quarto capitolo con Malinov in regìa per Scandicci.

Qualche errore banale non manca, così in tabellone muove i numeri, ma è battaglia serrata (8-10). Smarzek e Mingardi in evidenza con attacchi poderosi e Bergamo si allontana (12-15).

Poi 15-19 ed è momento difficile per Scandicci. Time out di Bertini sul 19-21, quando Scandicci dà segnali di poter rientrare in ballo.

Bolide di Smarzek, risposta di Papa. Un muro di Adenizia produce il 22-23 ed è guerra di nervi.

Mingardi (7 punti) e Haak (6) per il 23-24 che introduce al tie break, per un attacco di Mingardi con muro fuori. Scandicci prenota la vittoria nella tombola del tie break (6-3).

Cambio campo sull’8-3, non c’è più equilibro. Scandicci va a vincere in scioltezza e Adenizia prende MVP.

Carlo Parisi richiesto a gran voce dai tifosi per strette di mano.

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Una fase di ConeglianoBrescia con la vittoria al tiebreak delle lombarde

coneglianobrescia 2-3 (25-20, 24-26, 25-18, 22-25, 17-19) —
Senza Sylla, tornata a casa per assistere la mamma gravemente malata, Conegliano trova un’altra sconfitta in questo dicembre difficile. Brescia merita pienamente i due punti e gioca senza timori reverenziali.

Nell’avvio del primo set Conegliano è distratta soprattutto a muro e in ricezione, Brescia invece dimostra di aver preparato bene la gara. 0-5 per le ospiti, poi 4-8 e 8-12, punteggi figli di del gioco pulito delle giallo nere e di quello affaticato delle padrone di casa.

Il risveglio delle pantere è firmato da Danesi e De Kruijf con 3 muri, dalle invenzioni di Fabris in attacco e di De Gennaro in difesa (17-16). L’allungo decisivo arriva sul servizio di Tirozzi (due ace), mentre la firma sul set è un primo tempo di Raphaela Folie, rientrata in campo ad otto mesi dall’infortunio di Novara.

Brescia riparte forte anche nel secondo set (3-7) e Conegliano fatica a leggere col proprio muro le traiettorie alte di Di Iulio: Nicoletti trova un buon ritmo contro le ex compagne, mentre Fabris non riesce a compensare la serata storta di Hill (30% in attacco). Si resta in equlibrio fino al 17-1; l’Imoco costruisce ma non concretizza, regalando qualche punto di troppo, Brescia sbaglia meno di prima e allunga sul 20-23: si rivede Folie che infila due punti, mentre Bechis, Fabris e De Kruif annullano tre set point.

La chiusura è con due errori di Tirozzi. Terzo set vivace, con Brescia che resta avanti nel cambio palla fino al 9-10 e Conegliano ad inseguire; si sveglia Hill, fino ad allora intorno al 30%, e il punteggio sale fino al 18-14.

E’ il vantaggio decisivo corredato da un ace di Fabris e da un muro di Folie. Le pantere restano fallose anche in avvio del quarto, con Nicoletti che picchia forte dai 9 metri e Washington velenosa in attacco (6-12).

Hill e Fabris riducono solo parzialmente il gap e facendo comunque molta fatica anche contro Villani e Miniuk (14-17); sul 15-20 per invasione di Wolosz sembrano spegnersi le speranze gialloblù di evitare il tiebreak, ma Fabris, Hill a muro e Tirozzi al servizio danno una fiammata presto domata dalle leonesse. Fabris, tre punti in fila, e Folie con un ace danno il primo vantaggio all’Imoco (6-4), mantenuto al cambio di campo; Nicoletti pareggia, ma Danesi e Hill allungano ancora (11-9).

Brescia non demorde nella bolgia dei 5000 del Palaverde e pareggia ancora con Washington e Miniuk (13-13), guadagnandosi il match point con Villani. Fabris annulla, ribalta, ma De Kruijf sbaglia il servizio (15-15).

Tirozzi sbaglia una parallela e Fabris rimedia (17-17); alla fine altri due errori in costruzione dell’Imoco danno la vittoria alle ospiti.

cuneo-novara 3-2 (25-19, 25-21, 19-25, 23-25, 16-14) —
Segue servizio CUNEO – Il giorno di Santo Stefano 2018, a Cuneo, si ricorderà per un bel pezzo: di fronte ad oltre 4600 spettatori, al Pala Ubi la Bosca San Bernardo ferma la corsa della capolista Igor Gorgonzola Novara.

Le cuneesi hanno interrotto la serie vincente di 10 partite delle novaresi e nel derby piemontese e Cuneo ha trovato in Srna Markovich la sua miglior giocatrice, mentre di rilievo la prestazione della Megnhi a muro: ferma per due volte la Egonu e nel tie break, di nuovo il suo block è stato fondamentale. Il primo set determinato di Cuneo (la centrale Menghi parte da subito) annichilisce la Igor (con Piccinini in campo) che accenna solo un 35% in attacco con le solite bocche da fuoco novaresi “spuntate” dalla veemenza delle padrone di casa.

L’80% della Zambelli, con 4 attacchi vincenti su 5 e i 7 punti di Van Hecke non lasciano repliche alla Igor che cerca di combattere con Bici(4 punti e 40%). La Cruz buca il muro avversario due volte e poi mette a segno un ace e si va sul 16/9.

Esce Carlin per la Camera ed entra anche la Egonu che sul 19-13 di presenta con una “mazzata” significativa. Risponde la Markovic con una pipe da manuale (20-15), Van Hecke gioca di potenza e di astuzia (22-15), decisive la Zambelli e la pipe di Van Hecke: il set si chiude 25-19.

Coach Barbolini si sgola, ma è Cuneo ad essere ancora “carica” al punto giusto. In campo la Egonu fin dall’inizio del secondo set, ma Van Hecke dice subito la sua: ace per il 5-2.

In campo la statunitense Bartsh che, nel parziale, totalizza solo 1 su 7 (14%). Bene la Egonu con 10 punti e 53%, ma Cuneo non si fa intimorire e conduce sempre il set (16-9).

Sono 3 gli ace di Cuneo che fanno male (2 della Markovich), Van Hecke sale in cattedra (8 punti e 67%) e le padrone di casa sono decise ad accaparrarsi anche il secondo parziale. Lo Lo fanno con il 51% in attacco (contro il 44 della Igor) e soli 2 errori punto (4 di Novara).

Non vanno sopra i 2 punti gli score delle bocche da fuoco delle ospiti. Il set si chiude 25-21 per Cuneo con la Bartsch che tira fuori il lungolinea.

LA Igor non ci sta a capitolare e si aggiudica il terzo parziale restando in vantaggio dal 5-4 in avanti. Cuneo molla la presa e le avversarie ne approfittano subito: s’innalza la ricezione positiva delle ospiti (73%), mentre Egonu (7 punti) e Bartsch (6) trascinano in attacco.

Nel turno di battuta della Carlini, Novara vince il set: dal 13-17 al 13-23, in mezzo l’ingresso, al palleggio, della Kazcmar al posto della Bosio. Per Cuneo il 39% in attacco e 5 punti della Markovic.

Terzo set alla Igor: 19-25. Novara parte subito a testa bassa nel quarto parziale e si porta sul 4-0.

Cuneo pare patire la determinazione delle avversarie in questa parte del match, ma si risolleva con Salas (al posto della Cruz), Van Hecke e Markovic. Dal 3-9 si passa al 15-19.

Due errori (di Egonu, in questo set 6 punti su 17 attacchi, e Bartsch) riaccendono le speranze per la Bosca San Bernardo (19-22), così come il muro a uno, imperioso, della Markovich. Sono due, però i set point per la Igor e il parziale lo chiude la Egonu con un missile (23-25).

Tie break di grande equilibrio con la Menghi che mura per due volte consecutive Egonu. Scambi al cardiopalma, con la Carlini ammonita dopo muro vincente ed esultanza.

Novara ha due match point per chiudere la partite (12-14), ma è ancora la Menghi protagonista perchè mura anche la Veljkovic (14-15) subito dopo che la Egonu aveva sparato in rete il suo attacco. Markovich chiude con una diagonale imprendibile ed è festa a Cuneo.

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L’esultanza di Firenze per la vittoria su Filottrano

firenze-filottrano 3-1 (25-22, 25-15, 24-26, 25-21) —
Il Bisonte chiude il suo 2018 con una bella vittoria contro Filottrano, davanti ai 1300 del Mandela Forum, e balza al settimo posto in classifica a una giornata dalla fine del girone d’andata.

Intanto però coach Caprara si gode tutti i miglioramenti della sua squadra: orchestrata da una Dijkema nominata MVP del match (con 4 punti di seconda e un muro), e guidata a livello realizzativo dalla solita Lippmann e da una Daalderop finalmente vicina al top della forma, la squadra ha avuto la meglio di una coriacea Lardini, mettendo in mostra anche un ottimo gioco al centro (Alberti 11 punti e 2 muri e Popovic 6 con un muro), e affidandosi a turno anche a Degradi (splendidi i due primi set con 10 punti) e Sorokaite (decisiva nel quarto con 7 punti e il 70%). Giovanni Caprara parte con Dijkema in regia, Lippmann opposto, Degradi e Daalderop in banda, Candi e Popović al centro e Parrocchiale libero, mentre Schiavo (ancora privo di Cardullo) risponde con Tominaga in palleggio, Whitney opposto, Di Iulio e Vasilantonaki schiacciatrici laterali, Pisani e Garzaro al centro e Rumori libero.

Primo set in equilibrio fino al muro di Pisani che vale il 20-20 ma un errore in battuta di Pisani e un attacco fuori di Di Iulio regalano il set a Firenze. Nel secondo set Firenze parte bene e l’ace di Daalderop allarga il gap a 9-2, poi qualche errore permette alla Lardini di riavvicinarsi (12-7), ma Lippmann la ricaccia indietro (15-7) e Schiavo ferma di nuovo tutto.

Il vantaggio però adesso è troppo ampio, Alberti (sei punti nel set col 75%) trova il + 10 (19-9) e Firenze lo mantiene fino al 25-15 di Popovic. Nel terzo sono le ospiti a trovare per prime il break con Vasilantonaki (3-5), ma Lippmann non ci sta e impatta con un paio di grandi attacchi (6-6): la stessa greca riallunga con due ace consecutivi (8-11), poi Di Iulio mette giù l’8-12 e Caprara deve chiamare time out.

Il Bisonte ne esce bene in tutti i fondamentali, Lippmann e Daalderop (sette punti a testa nel set) accorciano (12-13) e allora è Schiavo a chiedere il tempo, ma Lippmann trova l’ace della parità e Daalderop l’attacco del sorpasso (14-13): la partita adesso è molto bella, si procede punto a punto poi Whitney commette fallo di seconda linea (18-16) ma la stessa americana rimedia subito (18-18). Le difese di Parrocchiale danno modo a Lippmann e a Daalderop di riallungare (20-18), Il Bisonte sembra in controllo (23-21) ma Filottrano non molla e impatta di nuovo con Whitney (23-23) tanto che Caprara chiama time out: al rientro Degradi attacca fuori ma Dijkema annulla il set point di seconda (24-24), poi però una super Vasilantonaki (otto punti nel parziale) si crea un’altra chance, e l’errore di Degradi riapre la partita (24-26).

Nel quarto c’è Sorokaite in campo per Degradi, e l’inizio è super equilibrato, ma Il Bisonte trova un grande parziale sul turno in servizio di Popovic e dal 7-8 si porta sul 12-8: Di Iulio non molla (14-12), ma Firenze adesso gioca davvero bene e Sorokaite firma il nuovo + 4 (16-12) che costringe Schiavo al time out. Lippmann adesso è ingiocabile e con due attacchi di fila firma il + 5 (20-15), Schiavo ferma ancora il gioco e la pausa fa bene alle sue ragazze, visto che Whitney accorcia con l’ace (21-19) e Caprara deve inevitabilmente fermare tutto: un fallo delle ospiti regala il 22-19, Sorokaite chiude un gran punto col diagonale del 24-20, e poi la stessa Sorokaite (con il settimo punto nel set) mette il sigillo al match con un gran pallonetto (25-21).

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Una fase di Casalmaggiore-Busto Arsizio. Bosio

casalmaggiore-busto 3-1 (25-19, 25-16, 13-25, 26-24) —
Il rebus conflittuale tra l’imbattibilità interna della Pomì Casalmaggiore e l’idiosincrasia delle rosa rispetto ai big match in questo campionato viene risolto dalla miglior prova stagionale della squadra di Marco Gaspari, che maltratta Busto (emblematico il secondo set, reso “normale” solo dall’orgoglio bustocco a parziale ormai compromesso) e, dopo avere messo al sicuro la qualificazione alla Coppa Italia, può ora sperare, a Novara, di regalarsi pure il fattore campo a favore.

Gaspari ha facoltà di scelta e dà le chiavi a Pincerato che lo ripaga con una prova di lucidità e continuità: se le attaccanti rosa mettono giù palla con percentuali altissime, è anche perché la regista arrivata come vice-Radenkovic sa prendersi responsabilità e scelte coraggiose. Nel primo set c’è gara, perché Bonifacio al centro mette qualche pezza ed Herbots fa quello che può.

La Pomì però intuisce che la ricezione è la falla più grande nella squadra di Mencarelli e comincia a mettere ace in serie: alla specialista Rahimova si aggiungono Carcaces e, al suo ingresso in campo, pure Gray. E’ una sorta di bombardamento che focalizza il vantaggio rosa nel cuore del primo set e decreta uno strappo monstre all’inizio del secondo: 9-1 e 15-3, giusto per citare un paio di parziali.

Quel che resta del sentiero che porta al 2-0 di Casalmaggiore, sin troppo facile, è il recupero più che altro psicologico e morale di Busto, che con Bonifacio e una Orro un po’ più serena, rende se non altro umano il gap che rischiava di divenire storico. Il 2-0, comunque, non scappa con un paio di video check pro Pomì, anche perché Carcaces, Rahimova e Bosetti viaggiano ad altissimi livelli e il resto del team di casa è comunque sopra i propri standard.

Senza nemmeno bisogno di esagerare col muro, fondamentale solitamente assoluto per la Pomì. Il terzo set è molto diverso: Busto si rianima con Grobelna finalmente efficace e il massimo vantaggio sul 3-6 viene doppiato a quota 10.

Le ospiti hanno capito come bucare Casalmaggiore e costruiscono insistendo su Grobelna, senza però dimenticare il lavoro prezioso di Herbots quando si tratta di confermare la superiorità bustocca nel terzo parziale. L’ace di Orro congela l’1-2 fissando il +10 con la Pomì che non trova in Radenkovic l’elisir sperato.

Il muro della ex Gennari assegna un altro set senza storia, che però stavolta riapre la gara. Tocca al quarto parziale restituire l’equilibrio atteso ma che ancora non s’è visto: il duello Bonifacio-Arrighetti, quasi generazionale, è uno dei momenti più esaltanti, ma la Pomì nel punto a punto ha l’arma nemmeno troppo segreta e sfodera il jolly Rahimova che risponde sempre presente così come una Bosetti in crescita dirompente.

Orro guida Busto anche in battuta e col secondo ace personale fa 13-14. Un video check confuso allunga a dismisura un punto conteso che poi, assegnato a Busto, tiene avanti la Unet finché l’ace di Gennari pare sigillare il 2-2.

Invece no, la Pomì, al bel gioco, coniuga il carattere e con due muri di Bosetti e un ace di Arrighetti resta incollata, infine con Carcaces – in cattedra – e l’errore di Gennari si prende 3 punti pieni e meritati.

chieri-club italia 3-2 (19-25, 25-19, 23-25, 25-22, 19-17) —
Nella giornata di Santo Stefano il Pala Fenera di Chieri si veste a festa per ospitare la dodicesima giornata del girone d’andata della Samsung Volley Cup di serie A2 e vede la prima vittoria stagionale delle piemontesi.

Il match tra le collinari e il Club Italia Crai termina 3-2 in favore delle padrone di casa che trovano, così, il primo successo stagionale e salgono a quota 4 punti. Un risultato voluto, sudato e meritato da parte delle bianco-blu che il 29 dicembre andranno ad affrontare Filottrano che ora dista soltanto due lunghezze dalle chieresi, complice la sconfitta in trasferta subìta contro Il Bisonte Firenze.

Il primo set vede una partenza da urlo per le ospiti che si portano avanti grazie a un filotto in battuta di Alessia Populini (0-6). Chieri, però, reagisce e con Aliyeva prova a rientrare in partita.

Al primo parziale l’equilibrio è sovrano: 8-8. Le azzurrine dimostrano di avere più forza e facilità in attacco e si riportano avanti nel punteggio grazie alle giocate di una strepitosa Nwakalor (7 punti e 75% in attacco).

Il set si chiude sul 19-25. Nel secondo set Chieri parte bene e non lascia scappare nel punteggio le azzurrine.

Percentuali in attacco più alte per le biancoblu che con Elena Perinelli (7 punti e 62% in attacco) e con Silva (6 punti e 62% in attacco) conducono le proprie compagne alla conquista del secondo periodo che si chiude sul 25-19. Perfetta parità nel computo totale, 1-1.

Terzo set molto combattutto, sin dai primi punti. Chieri è riuscito a gestire il vantaggio fino alla metà del gioco.

Poi una serie di errori in battuta da parte delle collinari hanno permesso alle azzurrine di crederci e alla fine le ragazze di coach Bellano sono riuscite a portare a casa il parziale, 23-25, grazie a un super muro di Nwakalor, autrice anche di 4 punti con il 50% in attacco. Quarto set con molti meno errori rispetto al precedente.

Le ragazze di coach Secchi commettono soltanto 3 errori, contro gli 11 delle azzurrine. L’ha portato a casa la squadra che ha retto meglio l’urto in fase difensiva.

Chieri, dunque, con il parziale di 25-22 si porta sul 2-2. In grande spolvero per quanto riguarda le piemontesi Elena Perinelli (5 punti e 42% in attacco).

Il tie-break viene giocato su ritmi altissimi: nessuna delle due squadre vuole vedere sfumare la vittoria. Tanto equilibrio, anche in questa occasione e non a caso si deve arrivare ai vantaggi per vedere una vincitrice.

Il match si chiude sul 19-17 in favore delle piemontesi che ottengono così la prima vittoria in campionato.

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